Delle 144 domande solo 60 sono state accolte e sono tutte relative ai primi due anni. Nel 2023, il budget disponibile era pari a zero e quindi delle poche domande inoltrate all’Inps nessuna è stata accolta, perché le richieste vengono soddisfatte fino a quando ci sono soldi disponibili



Redazione

UIL
Per le donne vittime di violenza delle Marche i fondi previsti per il Reddito di libertà non bastano. <<Il governo ha previsto per le Marche poco più di 250 mila euro per gli anni 2024, 2025 e 2026, ma con questa cifra circa la metà delle domande potrebbero restare senza una risposta concreta - dice Antonella Vitale, responsabile dell’Ufficio mobbing e stalking della Uil Marche -. Si tratta del contributo statale dedicato alle donne vittime di violenza seguite dai Centri antiviolenza e dai servizi sociali, che si trovano in situazioni di difficoltà economica tali da impedirne la fuoriuscita dal contesto di violenza. Nei giorni scorsi il governo ha assegnato alla Regione Marche 251.459 euro per ognuno degli anni, ma questa cifra, seppur incrementata rispetto al passato anche per quel che riguarda l’assegno mensile (da 400 a 500 euro per 12 mesi), potrebbe non essere sufficiente.

<<La ripartizione dei fondi tra le Regioni - spiega Vitale - è basata sulla quota di popolazione femminile residente, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 67 anni ma, analizzando gli ultimi dati ufficiali Inps, emerge che nel 2021 nelle Marche sono state presentate 60 domande, 64 nel 2022 e 20 nel 2023 per un totale di 144 istanze nel triennio. Questo numero si riferisce solo alle donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza, trattandosi quindi di una sottostima, dato che molte donne non si rivolgono ai centri anche se sono vittime di violenza e che, nel momento in cui il budget termina, le richieste predisposte dal centro antiviolenza e dal servizio sociale non vengono neppure inoltrate all’Inps per insufficienza di budget.

Delle 144 domande solo 60 sono state accolte e sono tutte relative ai primi due anni. Nel 2023, il budget disponibile era pari a zero e quindi delle poche domande inoltrate all’Inps nessuna è stata accolta, perché le richieste vengono soddisfatte fino a quando ci sono soldi disponibili. È necessario accorciare le procedure burocratiche, ampliare il sussidio e ridurre i tempi di erogazione. Il fenomeno della violenza contro le donne continua a essere una realtà drammatica e crescente. Oltre alla violenza fisica e psicologica, sempre più spesso si manifesta anche sotto forma di violenza economica.

<<Per contrastare questo fenomeno e supportare l'autonomia abitativa, personale e formativa delle donne vittime di violenza dovrebbero essere integrate le risorse attribuite dallo Stato con fondi regionali - aggiunge Vitale - come già avviene in alcune regioni italiane come l’Emilia Romagna, la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia. Ciò dovrebbe essere una priorità anche per la Regione Marche. Se quest’anno venissero inoltrate all’Inps, un numero di domande pari a quello degli scorsi anni, basta un semplice calcolo matematico per verificare che le risorse messe a disposizione dal governo non sono assolutamente sufficienti. Chiediamo che la giunta regionale impegni delle risorse e istituisca un fondo integrativo da destinare alle donne vittime di violenza per sostenere concretamente le donne che affrontano con coraggio percorsi di uscita dalla violenza>>.

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