Alla luce delle forti criticità riscontrate, la CNA rinnova la richiesta di eliminare l’obbligo delle attestazioni Soa per le imprese che realizzano lavori collegati ai bonus edilizi



Redazione

ASCOLI PICENO
Sulla scia delle richieste presentate da CNA nell’ambito dell’audizione in commissione finanze della Camera per la conversione del decreto legge su misure urgenti in materia di cessione dei crediti, la CNA di Ascoli evidenzia l’importanza di alcune misure fondamentali per tutelare le piccole e medie imprese del Piceno.

In questo senso, la conferma del meccanismo della cessione del credito per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per il sismabonus, la cancellazione dell’obbligo di attestazione Soa per i lavori connessi ai bonus edilizi e l’ampliamento della capienza fiscale delle banche per svuotare i cassetti fiscali delle aziende rappresentano dei tasselli necessari per scongiurare il fallimento delle piccole realtà imprenditoriali, e tornare a offrire prospettive di crescita a un territorio che rischia di perdere quasi 7.000 posti di lavoro.

In questo senso, anche alla luce di un ammontare di oltre un miliardo di euro in crediti incagliati nei cassetti fiscali di più di 2.000 imprese, la CNA picena auspica lo stralcio dal decreto legge della sezione relativa alla cessione dei crediti, con il conseguente rinvio di ogni decisione sul futuro dei bonus a quando sarà finalmente chiarito il criterio da adottare per contabilizzarli nel bilancio dello Stato. A ogni modo, l’attuale meccanismo dovrà essere confermato almeno per gli interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza sismica, il cui finanziamento rappresenta un investimento per il futuro per lo Stato, e un prezioso volano per l’economia locale. Lo dimostrano i numeri: a oggi, infatti, le opere finanziate dal superbonus hanno portato con sé un valore economico pari al 7,5% del Pil marchigiano per i lavori finanziati dallo stesso, con ben 6.000 occupati in più sul territorio regionale.

Inoltre, alla luce delle forti criticità riscontrate, la CNA rinnova la richiesta di eliminare l’obbligo delle attestazioni Soa per le imprese che realizzano lavori collegati ai bonus edilizi o, in alternativa, di posticiparne l’attuazione a gennaio 2024.

Per la CNA, rispondere all’emergenza provocata dai crediti fiscali che le imprese non riescono a vendere deve rappresentare la priorità nell’agenda politica nazionale. L’utilizzo degli F24 rappresenta una soluzione praticabile, ma è indispensabile che l’ampliamento della capienza fiscale e la limitazione delle responsabilità delle banche mettano in moto un meccanismo virtuoso, in grado di svuotare i cassetti fiscali delle imprese per ridare loro ossigeno e capacità di portare a termine i cantieri, oltre 3.000 dei quali ormai bloccati in tutte le Marche.

Infine l’associazione ritiene necessario, laddove Mef, Agenzia delle Entrate e Inps trovassero le condizioni per procedere, attivare un costante monitoraggio del processo di smaltimento dei crediti incagliati e delle condizioni di tasso applicate, con l’obiettivo di verificare l‘utilizzo fiscale dei crediti da parte delle banche, e l’atteso acquisto di nuovi crediti di imposta dai cassetti delle imprese, suddivisi per tipologia di bonus che li hanno generati e per importo.

«In una fase delicata come questa, il blocco imposto alla cessione del credito e gli ostacoli burocratici ormai all’ordine del giorno rischiano di paralizzare la filiera delle costruzioni prima e, inevitabilmente, l’economia del territorio poi - affermano Francesco Balloni e Arianna Trillini, rispettivamente direttore e presidente della CNA di Ascoli -. È necessario intervenire tempestivamente per salvaguardare chi fa impresa e dare continuità ai cantieri del superbonus e della ricostruzioni, due temi per i quali il Piceno non può più permettersi attese e ripensamenti».

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