L’incontro diretto con atleti sordi, coetanei degli studenti, ha rappresentato il cuore del progetto: per gli udenti è stata un’occasione concreta per abbattere pregiudizi e stereotipi, comprendendo che la sordità è una condizione varia e che una persona sorda può fare tutto, tranne sentire



Redazione

SAN BENEDETTO DEL TRONTO
Si è concluso il progetto “Sordo… e Campione!”, promosso dall’Asd Sordapicena Sportiva in collaborazione con la Federazione sport sordi Italia (Fssi), con il contributo del Pio Istituto dei Sordi e la partecipazione del Comitato italiano paralimpico, del Gss Ancona e dell’Asd Sordi Pesaro, realtà del territorio.

Il percorso ha fatto tappa negli istituti superiori di Fabriano (Iis Morea-Vivarelli, con la partecipazione dell’intero istituto), San Benedetto del Tronto (Ipsia Guastaferro), Grottammare (Iis Fazzini-Mercantini), Ancona (liceo artistico Mannucci), e Pesaro (Ipsaar Santa Marta e Ipssct Branca), coinvolgendo studenti e docenti in un’esperienza formativa intensa e partecipata.

Ad aprire ogni incontro il vicepresidente Fausto Lucidi e il responsabile del progetto Gabriele Illuminati, affiancati da dirigenti tecnici, giornalisti sportivi e atleti medagliati alle Deaflympics nel nuoto, pallavolo, beach volley, calcio a 5 e basket.

Non lezioni frontali, ma racconti autentici di sacrifici, vittorie e identità. L’incontro diretto con atleti sordi, coetanei degli studenti, ha rappresentato il cuore del progetto: per gli studenti udenti è stata un’occasione concreta per abbattere pregiudizi e stereotipi, comprendendo che la sordità è una condizione varia e che una persona sorda può fare tutto, tranne sentire. Per gli studenti sordi, invece, è stato un momento di forte identificazione e ispirazione: vedere giovani atleti affermati, orgogliosi della propria identità e protagonisti nello sport, ha significato trovare un modello positivo in cui riconoscersi.

Ogni tappa si è conclusa con un dibattito partecipato e momenti di confronto diretto con gli studenti, in un dialogo aperto che ha trasformato la curiosità in consapevolezza.

«La sordità non è un limite. Il vero limite è il pregiudizio. Vogliamo che i ragazzi diventino la generazione che guarda oltre l’apparenza e trasforma la diversità in valore» ha sottolineato Gabriele Illuminati.

Tutti gli incontri sono stati resi pienamente accessibili, grazie al servizio di interpretariato Lis e alla sottotitolazione simultanea, a conferma dell’attenzione concreta verso l’inclusione.

Molte persone, infatti, non conoscono la realtà delle competizioni riservate agli atleti sordi - rivolte a chi presenta una perdita uditiva di almeno 55 decibel nell’orecchio migliore - né il percorso che può portare a partecipare ai campionati nazionali, fino a vestire la maglia della Nazionale nelle competizioni europee, mondiali e alle stesse Deaflympics.

Lo scopo del progetto è proprio raggiungere questi ragazzi e ragazze, affinché abbiano la possibilità concreta di mettersi alla prova, coltivare il proprio talento e realizzare un sogno che, altrimenti, potrebbe restare chiuso in un cassetto.

Per informazioni e per manifestare il proprio interesse a intraprendere un percorso sportivo: (www.fssi.it o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 

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