Il risultato di 2.541 progetti imprenditoriali presentati, per 2,343 miliardi di investimenti e 1,490 miliardi di agevolazioni richieste è stato conseguito nonostante i tempi stretti a disposizione per la presentazione delle domande



Redazione

ASCOLI PICENO
Lo straordinario successo del programma Next Appennino per il rilancio economico e sociale delle aree dei terremoti del 2009 e del 2016, è il frutto di un impegno corale e una pagina positiva della collaborazione tra struttura commissariale, regioni, strutture tecniche, realtà associative e categoriali, autonomie funzionali e imprese.

Va dato atto al commissario Giovanni Legnini di aver saputo affiancare al processo della ricostruzione materiale anche quello del rilancio economico-sociale; una novità, quella di Next Appennino, che ha rappresentato un intervento unitario e strutturato a favore di beneficiari pubblici e privati, e che ha posto le basi di una rinascita possibile, e non più soltanto evocata dai territori feriti dal sisma.

Il risultato di 2.541 progetti imprenditoriali presentati, per 2,343 miliardi di investimenti e 1,490 miliardi di agevolazioni richieste è stato conseguito nonostante i tempi stretti a disposizione per la presentazione delle domande, il periodo estivo di uscita degli stessi e le difficoltà di un territorio impegnato nel processo di ricostruzione fisica degli abitati.

Tutte condizioni che avrebbero fatto temere la non riuscita dell’operazione rivolta in particolare al mondo delle imprese, le quali invece sono state consapevoli della partita, pronte a cogliere le opportunità, e quindi in definitiva protagoniste di un successo collettivo.

Oggi siamo di fronte a ulteriori sfide a cui rispondere, proseguendo sulla linea tracciata. Innanzitutto, va salutata positivamente la scelta della commissione UE di prorogare per tutto il 2023, i regimi di aiuto per le imprese che molto hanno contribuito all’appetibilità dei bandi di Next Appennino. Questa decisione mette al sicuro le imprese che hanno presentato le domande, rispetto al rischio paventato che con la fine dell’anno corrente si sarebbero potuti perdere i vantaggi previsti dalla normativa di sostegno, nati a seguito delle emergenze Covid e Ucraina.

In secondo luogo, occorre che il governo nazionale conceda la proroga della scadenza di fine anno, entro la quale era prevista l’attribuzione delle risorse ai beneficiari del programma Next Appennino. Si tratta di una proroga di soli due-tre mesi a fronte di una partecipazione che rassicura sul fronte della spesa delle risorse stanziate. Ciò è dovuto, anche perché l’uscita dei bandi in estate, e non a maggio come inizialmente previsto, è stata la conseguenza dei ritardi della commissione UE nell’accordare i suddetti regimi di aiuto, non rispettando con ciò le iniziali scadenze fissate.

Infine, la grande partecipazione ai bandi e l’insufficiente dotazione di risorse (615 milioni a fronte di 1,490 miliardi di agevolazioni richieste), dovrebbe suggerire al governo, che è impegnato nell’accelerazione della spesa del Pnrr e del Piano nazionale complementare, a cui il programma Next Appennino afferisce, di riversare sulla rinascita del Centro Italia ulteriori risorse, stimabili in almeno 300 milioni di euro.

Questa cifra, insieme alle economie di cui la struttura commissariale dispone e alla programmazione 2021-2027, consentirebbero di dare una risposta alle aspettative del territorio. Su questo chiediamo il massimo impegno della Regione Marche, della conferenza delle Regioni, e di tutti i parlamentari marchigiani e del Centro Italia.

«Negli scorsi mesi la nostra associazione ha intrapreso un percorso condiviso e finalizzato alla riqualificazione economica e sociale del territorio - dice Arianna Trillini, presidente della CNA di Ascoli -. In questo senso, l’eccellente risposta offerta in termini di adesioni e progetti dal tessuto imprenditoriale locale testimonia la bontà del lavoro svolto in piena sinergia con imprenditori, professionisti, tecnici e rappresentanti delle istituzioni. La progettualità innovativa espressa dal territorio deve ora poter contare su un adeguato sostegno economico da parte delle istituzioni, in modo da assicurare investimenti cruciali per il futuro delle Marche e del Centro Italia».

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