Giovedì 23 aprile (ore 17), all’auditorium “Emidio Neroni” di Ascoli. Nella sua lettera di invito, il vescovo Palmieri afferma che il convegno è stato organizzato: “per mettere a disposizione della comunità territoriale i primi interessanti esiti di una ricerca storica sul periodo, studio che ho incaricato di svolgere presso gli archivi diocesani, statali e vaticani, abbiamo organizzato l’iniziativa alla quale desidero invitare tutti”






Redazione
ASCOLI PICENO
“Esattamente ottant’anni fa, nel 1946, l’Italia scelse di rinascere attraverso la democrazia, a cominciare dal voto a suffragio universale per le elezioni dei consigli comunali. La storia precedente trova anche localmente documentazione nelle sollecitudini pastorali e sociali dei vescovi piceni dell’epoca e, fatto assai originale, nei mosaici della cripta della cattedrale di Ascoli”. Con queste parole si apre la lettera di invito che il vescovo Gianpiero Palmieri, rivolge a tutta la comunità del Piceno in occasione del convegno che si terrà giovedì 23 aprile, all’auditorium “Emidio Neroni” di Ascoli.
All’appuntamento prenderanno parte diversi studiosi e storici che si confronteranno sul tema “Rapporti tra Chiesa e Fascismo nel Piceno (’43-’44)”, con particolare attenzione a documenti inediti e ai mosaici della cripta della cattedrale cittadina.
L’iniziativa, promossa dalle diocesi di Ascoli e San Benedetto - Ripatransone - Montalto, si propone di offrire una lettura storica fondata su testimonianze e fonti finora poco conosciute.
Ad aprire i lavori (ore 17), sarà l’introduzione del vescovo Gianpiero Palmieri.
A seguire l’intervento di Andrea Riccardi (storico, fondatore della comunità di Sant'Egidio e già ministro della Repubblica), con una relazione dedicata al ruolo della Chiesa tra regime, guerra e periodo della Liberazione, un passaggio cruciale che segnò profondamente la vita delle comunità.
La sessione delle ore 18, sarà invece incentrata sul 1944 e sulle relazioni dei vescovi del territorio Piceno. Attraverso documenti e testimonianze, Giuseppe Di Bello ricostruirà i nove mesi di guerra narrati dal vescovo Ambrogio Squintani.
Don Vincenzo Catani porterà l’attenzione sulle figure di don Delfino Angelici e don Ruggero Micioni, sacerdoti che vissero direttamente le difficoltà del conflitto.
Barbara Rucci proporrà una riflessione sul significato storico e simbolico dei mosaici della cripta, letti come segni di memoria e identità.
La chiusura, prevista per le ore 19, sarà affidata a Michele Picciolo, che guiderà il pubblico in una lettura storica dei mosaici della cripta del duomo, considerati vere e proprie pagine di storia incise nella pietra.
Nella sua lettera di invito, il vescovo Palmieri afferma che il convegno è stato organizzato: “per mettere a disposizione della comunità territoriale i primi interessanti esiti di una ricerca storica sul periodo, studio che ho incaricato di svolgere presso gli archivi diocesani, statali e vaticani, abbiamo organizzato l’iniziativa alla quale desidero invitare tutti”.
Un appuntamento aperto a tutti, che invita a riscoprire il passato per comprendere meglio il presente. 
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