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Redazione

FERMO
A Pasqua, quale migliore occasione per visitare Fermo e i musei civici. Fascino e bellezza caratterizzano siti unici che sono la carta d’identità di una città che profuma di storia e di cultura.
 
In occasione delle festività di sabato 8, domenica 9 (Pasqua), e lunedì 10 (Pasquetta) aprile le strutture museali avranno il seguente orario: il polo museale di palazzo dei Priori (10.30/13 - 15.30/19), che comprende la mostra “I pittori della realtà” (visitabile fino all'1 maggio), la sala del Mappamondo e la pinacoteca civica, e le visite guidate alle cisterne romane e al teatro dell'Aquila; il polo scientifico di palazzo Paccaroni (10.30/13 - 15.30-18); il museo archeologico di Torre di Palme (10.30/13 - 15.30/19).
 
Un viaggio in una città che conserva un impianto urbano rinascimentale intatto che partendo dalla principale piazza del Popolo è godibile attraverso una serie di itinerari costellati di siti, musei, e chiese, tra cui la cattedrale dalla splendida facciata gotica, palazzi nobiliari, cortili e portali artistici.
 
Si passa dal palazzo dei Priori con la pinacoteca civica, ricca di tavole tardogotiche, celebre per la famosa “Adorazione dei Pastori” di Rubens che ora è visitabile all’interno della mostra su “I pittori della realtà” alla seicentesca sala del Mappamondo dove è esposto il Globo disegnato dall’abate Amanzio Moroncelli nel 1713, quando questi era il cosmografo della regina Cristina di Svezia. Si tratta di un globo terrestre di grandi dimensioni (5,68 metri di circonferenza e 1,85 di diametro), la cui struttura lignea è stata realizzata da Filippo Morroni di Fermo con rivestimento esterno in carta reale di Fabriano. Un vero e proprio vanto cittadino.
 
Intanto grande successo sta riscuotendo la mostra “I pittori della realtà” a cura di Vittorio Sgarbi, insieme a Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari, dedicata all’avventura entusiasmante dei “Pittori moderni della realtà”. Un gruppo di artisti controcorrenti che nel 1947 si scagliò contro gli esiti del modernismo per difendere e recuperare la grande tradizione pittorica rifacendosi, in particolar modo, all’arte seicentesca, da Caravaggio alla pittura spagnola e fiamminga.
 
La città custodisce nel sottosuolo un complesso impianto idrico di cui fanno parte le cisterne romane di epoca augustea, le più grandi costruite dai Romani per estensione in metri quadri. Un posto d’eccellenza nell’offerta culturale fermana, il settecentesco teatro dell’Aquila, tra i più belli e grandi delle Marche, sede di importanti stagioni di spettacolo lirico, sinfonico, e di prosa.
 
In corso Cavour è visitabile: il polo dei musei scientifici che comprende il museo polare “Silvio Zavatti”, l’unico museo in Italia dedicato agli ambienti, ai popoli e alle ricerche polari artiche italiane per volontà di Zavatti, fondatore dell’istituto geografico polare di Forlì nel 1944. All’interno il materiale raccolto dall’esploratore Silvio Zavatti durante le sue 5 spedizioni polari, arricchito da acquisizioni recenti; il museo di scienze naturali “Tommaso Salvadori” che contiene la collezione ornitologica proveniente da escursioni e battute di caccia effettuate da Tommaso Salvadori nelle Marche (soprattutto nel Fermano e nell’Ascolano), in Sardegna e che comprende esemplari dell’avifauna marchigiana e italiana, tra cui specie rarissime.

A Torre di Palme, il borgo è impreziosito dal museo archeologico che costituisce il più recente tassello, aggiunto nell’aprile 2019, del già percorso museale fermano. Allestito all’interno di un elegante palazzo in stile neoguelfo, risalente al secondo dopoguerra, si snoda in tre stanze in cui sono esposti i corredi funerari di tre delle venti tombe rinvenute in contrada Cugnolo, nei pressi della frazione nel versante sud del borgo. Museo che vedrà anche un ampliamento oltre che la riqualificazione del piazzale esterno.
 
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0734/217140 (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e sulla pagina facebook dei musei.

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