Scipioni (presidente Cna Ristorazione): "Un’eccellenza che rafforza l’identità del territorio"





Redazione
ASCOLI PICENO
Sulla scia del successo della prima edizione, anche quest’anno Roccafluvione si è confermata centro di eccellenza sul piano agroalimentare, grazie ai sapori inconfondibili del territorio Piceno e all’ambizioso progetto di valorizzazione legato al Tartufo nero festival.
Da venerdì 23 a domenica 25 gennaio, il Nero Palace di Roccafluvione ha ospitato una serie di iniziative, approfondimenti e incontri dedicati al tartufo nero, indiscusso protagonista di un’intensa tre giorni in cui addetti ai lavori, rappresentanti delle istituzioni e appassionati di ogni età si sono ritrovati a Roccafluvione per valorizzare un prodotto tipico locale e il suo territorio di riferimento.
Anche in questa seconda edizione, il Tartufo nero festival ha saputo coniugare la promozione dei prodotti legati alla filiera corta con esperienze di turismo esperienziale ed enogastronomico, un settore in costante crescita. Un format vincente e in grado di produrre benefici concreti anche per le attività del territorio, come dimostrato dall’elevato numero di presenze registrate durante il festival.
Come lo scorso anno, anche la Cna di Ascoli ha preso parte alla manifestazione con una delegazione di imprenditori e associati. Dopo il taglio del nastro affidato al sindaco Emiliano Sciamanna e ad Anna Falchi, alla presenza del direttore Francesco Balloni, nella giornata di sabato a salire sul palco del Nero Palace è stato Antonio Scipioni (titolare del ristorante hotel DonnaRosa di Roccafluvione), nonché presidente nazionale Cna Ristorazione.
In un forum dedicato alla valorizzazione del territorio, il presidente Scipioni ha sottolineato l’importanza di uno dei simboli più autentici della gastronomia italiana e della forte vocazione tartuficola che Roccafluvione può vantare, da promuovere attraverso a un lavoro sinergico tra istituzioni, imprese e comunità locali. Al centro del confronto anche il turismo esperienziale ed enogastronomico, la promozione dei prodotti tipici e dei vini locali, e il riconoscimento recentemente concesso dall’Unesco alla cucina italiana.
«Quando si identifica un prodotto con un territorio, si costruisce un’identità forte - afferma il presidente Scipioni -. Roccafluvione e il tartufo rappresentano un abbinamento strategico e riconoscibile. Oltre che un’opportunità economica, la tartuficoltura può tradursi in una politica territoriale in grado di sostenere le aree interne, contrastare lo spopolamento e creare occupazione specializzata in particolare tra i giovani. Il percorso intrapreso negli ultimi anni ha già prodotto effetti positivi. La crescente attenzione verso il tartufo, infatti, ha favorito la nascita di nuove aziende legate alla tartuficoltura, spesso guidate da giovani imprenditori del territorio. È un segnale chiaro che la direzione è quella giusta. L’auspicio per il futuro, oltre a un coinvolgimento sempre maggiore delle eccellenze locali, è che il tartufo di Roccafluvione diventi un riferimento nazionale, al pari del pistacchio di Bronte o della lenticchia di Castelluccio, ossia un prodotto capace di identificare un territorio e raccontarne le peculiarità».

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