Successo per la presentazione de “La rivoluzione comincia dal tuo armadio” alla libreria Rinascita






Redazione
ASCOLI PICENO
Moda etica e sostenibilità al centro di un incontro molto partecipato alla libreria Rinascita di Ascoli, che nella mattinata di venerdì 23 gennaio, ha ospitato la presentazione de “La rivoluzione comincia dal tuo armadio”, il libro scritto dalla giornalista e critica di moda Luisa Ciuni insieme alla stilista e imprenditrice Marina Spadafora.
L’incontro, promosso da Cna Federmoda Ascoli in collaborazione con libreria Rinascita, l'Iis “Fermi-Sacconi-Cpia” di Ascoli, la Camera di commercio delle Marche e il confidi Uni.Co, ha visto protagonisti studentesse e studenti dell’istituto ascolano e, in collegamento, dell’Accademia di belle arti di Macerata, che per l’occasione hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con professionisti e addetti ai lavori della moda su alcune tematiche estremamente attuali per il settore.
Dopo i saluti della presidente Cna Ascoli Arianna Trillini e della presidente nazionale Cna Federmoda Doriana Marini, Eleonora Tassoni della libreria Rinascita ha presentato alla platea le due autrici. Ripercorrendo le tappe più importanti del proprio percorso professionale, Ciuni e Spadafora hanno spiegato ai giovani studenti le motivazioni e le idee alla base di un libro che, a partire da una lucida analisi delle ripercussioni del fast fashion sul mondo della moda, pone l’accento sull’importanza della consapevolezza - di produttori e consumatori - dell’esistenza di nuove strade ecologiche, in grado di abbinare al meglio profitto ed equità.
Sensibilizzare e promuovere una filiera realmente sostenibile è il messaggio condiviso dalle autrici e da Cna Federmoda, che da anni è in prima linea per contrastare i rischi dell’avvento del fast fashion, legati allo sfruttamento dei lavoratori, alla bassa qualità dei prodotti e alla preoccupante quantità di scarti e rifiuti.
Si spiega in questo senso l’impegno quotidiano di una delle componenti del direttivo Cna Federmoda Ascoli, la “dressigner” Valeria Pizi, che ha condiviso la sua esperienza professionale con gli studenti, mostrando loro un abito a cui, a partire da capi già esistenti, è riuscita a dare nuova vita secondo i principi del riciclo e del riutilizzo.
Con grande disponibilità, Ciuni e Spadafora hanno risposto alle domande e alle curiosità degli studenti, alimentando un dialogo molto stimolante con docenti e allievi. Al termine dell’incontro, la responsabile Cna Federmoda Ascoli Irene Cicchiello ha donato al professor Massimo Mancini (coordinatore del dipartimento Moda dell’Iis “Fermi-Sacconi-Cpia”), alcune copie del libro da distribuire agli allievi della scuola. Non poteva mancare, in conclusione, un augurio speciale che le autrici hanno voluto rivolgere alla nuova generazione di addetti ai lavori, anche in vista dell’open day di sabato 7 febbraio, quando l’istituto professionale “Sacconi” aprirà le porte ai giovani aspiranti studenti di moda. «Siate curiosi, continuate a informarvi e sperimentate sempre, seguendo i vostri gusti e le vostre intuizioni, lavorando in maniera corretta».
«Educare a un consumo responsabile e sostenibile significa lavorare sulla cultura prima ancora che sui prodotti - dice Irene Cicchiello -. Come Cna Federmoda Ascoli, crediamo che i temi della responsabilità sociale, etica e ambientale debbano coinvolgere da vicino le nuove generazioni. In questa direzione va anche il protocollo siglato a livello nazionale con il ministro Valditara, che valorizza l’importanza della formazione e del contatto diretto tra studenti e imprese, per raccontare concretamente cosa significa oggi fare impresa. I nostri progetti sono da sempre rivolti ai giovani. Confidiamo nelle nuove generazioni e siamo sempre a disposizione di scuole e atenei per costruire insieme occasioni di crescita e consapevolezza».
«In questi anni, sia a livello regionale che nazionale, l’impegno di Cna Federmoda ha riguardato temi fondamentali come la trasparenza della filiera, la promozione del made in Italy, la tutela delle Pmi del comparto moda e la formazione - commenta Doriana Marini -. La moda sta vivendo una fase di trasformazione profonda, legata alla transizione digitale, alla sostenibilità, alla crisi delle competenze e ai cambiamenti dei mercati, che richiedono visione, capacità di ascolto e decisioni coraggiose. Occorre fiducia, trasparenza e dignità lungo tutta la filiera, valorizzando chi produce qualità ogni giorno con competenza e rispetto delle regole. La vera sfida è consentire alle maestranze esperte di trasmettere il proprio sapere ai giovani, che hanno risposto con entusiasmo al nostro invito, reinterpretandolo nel segno della digitalizzazione, della sostenibilità e dell’intelligenza artificiale».
«È fondamentale che, anche attraverso appuntamenti culturali come questo, la vocazione che da sempre caratterizza questo territorio, legata alla cultura del fare, alla qualità e all’artigianalità, resti viva - aggiunge l’assessore alla pubblica istruzione Donatella Ferretti, presente all’incontro -. Oggi avvertiamo il bisogno di una vera rivoluzione etica, che non sia solo ambientale, ma anche sociale. L’abbigliamento è cura, è qualità, è artigianalità, aspetti estremamente vicini a questioni di natura etica. Essere consapevoli significa interrogarsi su ciò che c’è dietro un capo, capire se nasce dal rispetto dell’ambiente e della dignità di chi lavora. È su questa consapevolezza che dobbiamo continuare a formare le nuove generazioni».
«Il tema della sostenibilità nella moda è oggi centrale nel dibattito culturale, editoriale e formativo - sottolinea il professor Massimo Mancini -. Come sistema dell’istruzione tecnica e professionale abbiamo il dovere di chiederci come trasformare questi principi in pratiche concretamente applicabili nei processi produttivi reali. Nella realtà delle Pmi, e in particolare dell’artigianato, la sostenibilità si misura ogni giorno attraverso scelte operative complesse, tra materiali, lavorazioni, costi, tempi e mercato. Per questo motivo, scuola e sistema produttivo devono lavorare insieme rendendo il tema misurabile, praticabile e oggetto di insegnamento. Solo così la sostenibilità può uscire dalla dimensione del racconto ed entrare stabilmente nei processi della moda contemporanea».

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