L'associazione territoriale di Ascoli esprime un parere positivo sul provvedimento, evidenziando come in Italia il peso delle bollette risulti ben superiore alla media europea, con punte del 50-60% rispetto a Paesi come Francia e Spagna, e con le piccole imprese costrette a sopportare un costo dell’energia, che supera di tre volte quello delle energivore per effetto di un sistema non equo



Redazione

ASCOLI PICENO
Il decreto legge Bollette rappresenta un passo nella direzione giusta per contenere i costi dell’energia, ma vanno corretti in modo strutturale gli squilibri che a oggi penalizzano artigiani e piccole imprese.

La Cna di Ascoli esprime un parere positivo sul provvedimento, evidenziando come in Italia il peso delle bollette risulti ben superiore alla media europea, con punte del 50-60% rispetto a Paesi come Francia e Spagna, e con le piccole imprese costrette a sopportare un costo dell’energia, che supera di tre volte quello delle energivore per effetto di un sistema non equo.

Come sottolineato dall’associazione anche a livello nazionale, le piccole imprese con consumi fino a 20 MWh e fino a 499 MWh pagano circa il 25% in più per la materia prima rispetto alle aziende di maggiori dimensioni, mentre la tariffa di rete genera un aggravio del 13% a causa dell’utilizzo intermittente della potenza impegnata. Inoltre, gli oneri generali di sistema per le rinnovabili gravano per il 40% sulle piccole imprese in bassa tensione, che rappresentano solo il 25% dei consumi complessivi, mentre le agevolazioni per le imprese energivore vengono finanziate da Pmi e famiglie.

Nell’ambito del decreto legge e del passaggio parlamentare, inoltre, dovrà essere valutato attentamente il mutato scenario a seguito delle recenti operazioni militari in Medio Oriente, che sta già producendo conseguenze importanti sul sistema energetico europeo e nazionale e che richiede quindi maggiore attenzione nell’analisi di strategie e strumenti.

Cna apprezza l’intento del decreto di trasferire parte del finanziamento dagli oneri in bolletta a coperture fiscali esterne, evidenziando tuttavia la necessità di interventi strutturali per eliminare definitivamente gli oneri sproporzionati che pesano sulle bollette delle micro e piccole imprese. Cauto, invece, il giudizio sui meccanismi volontari di riduzione degli incentivi e sull’allungamento temporale delle misure, così come sulle disposizioni volte a ridurre il prezzo all’ingrosso tramite rimborsi ai produttori termoelettrici, per le quali si ritiene necessario un coordinamento europeo, alla luce dei disfunzionamenti evidenziati dall’indagine Arere e dell’esperienza spagnola.

«Ridurre in modo strutturale e rapidamente i costi energetici è essenziale per la competitività del tessuto produttivo e, in particolare, per le micro e piccole imprese - dice il direttore Cna Ascoli Francesco Balloni -. Il decreto rappresenta un primo segnale positivo, ma servono scelte strutturali in grado di alleggerire le bollette di artigiani e piccole imprese del territorio. In una fase internazionale complesse, con nuove tensioni che incidono sul mercato energetico, occorre proteggere chi produce valore e occupazione sul territorio, intervenendo strutturalmente su oneri di sistema e tariffe di rete».  

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