Dopo la manifestazione dell'USB davanti all'ospedale 'Mazzoni' di Ascoli, lo scorso 12 ottobre, il medesimo sindacato tornerà in piazza per esprimere il proprio dissenso su alcune scelte amministrative, insieme ai colleghi del NurSind per ottenere risposte concrete a tutela degli operatori sanitari e dei cittadini



ASCOLI PICENO
Il NurSind e l'USB Rsu di Ascoli Piceno tornano sul piede di guerra per rivendicare i diritti dei lavoratori, e tutelare i cittadini da eventuali mancanze, e lo fanno attraverso una lettera indirizzata al prefetto di Ascoli, al presidente della giunta regionale, all'assessore alla sanità delle Marche, al direttore amministrativo dell'Asur, al direttore generale (Asur Marche), al collegio sindacale e al direttore dell'Area Vasta 5.

<<Le scriventi organizzazioni sindacali, con riferimento agli esiti del tavolo della delegazione trattante del 12 ottobre, proclamano lo stato di agitazione, e preannunciano l’intenzione di assumere ogni iniziativa a sostegno e tutela di tutti gli oltre 2.000 lavoratori dell’Area Vasta 5. Chiedono la formale attivazione, nei tempi di legge, della preventiva procedura di raffreddamento e conciliazione delle controversie, di cui alla Legge 146/90. Premesso che le scriventi, insieme alla RSU dell’Area Vasta 5, comunicano di avere aperto una vertenza attinente alle problematiche sull’utilizzo dei fondi contrattuali, tavolo già costituito in ambito regionale, i quali componenti avrebbero dovuto essere convocati entro il 15 ottobre per l’approfondimento della tematica esposta. Tali problematiche purtroppo non si sono affatto risolte, ma al contrario, si sono acuite anche in virtù dell’inevitabile danno economico che da anni interessa i lavoratori della nostra azienda sanitaria, i quali di fatto, percepiscono un salario accessorio inferiore rispetto a tutti gli altri dipendenti delle altre Aree Vaste afferenti all’Asur Marche. Senza tralasciare la grave carenza di personale che pervade l’Area Vasta 5, la quale produce incertezza sul futuro imminente della sanita pubblica del Piceno, già bastonata alacremente con gravi violazioni, sia sul rispetto delle relazioni sindacali, che per la negazione dei diritti previsti dal CCNL vigente. Pertanto le motivazioni inerenti la richiesta dello stato di agitazione sono di seguito esplicitate, con convocazione urgente del tavolo permanente regionale, così come disposto dall'assessore sanità delle Marche, che doveva essere indetto entro il 15 ottobre, e che a tutt'oggi non risulta convocato, necessario per: la restituzione di 495.000 euro del fondo produttività 2021 ai lavoratori comparto e relativo pagamento a saldo; la Rideterminazione del fondo contrattuale che come evidenziato è inferiore rispetto alle altre Aree Vaste di circa 1.000 euro pro-capite, generando di fatto una disparità di trattamento economico per i lavoratori dell'Area Vasta 5. L’espletazione preliminare necessaria e obbligatoria della contrattazione integrativa per la ripartizione delle risorse all’interno del fondo (ex art. 80), “Condizioni di lavoro e incarichi”, fondamentale per conoscere l'esatto ammontare. Tutt'oggi, della spesa anno 2022 relativa al fondo “Condizioni di lavoro e incarichi” e se esiste la disponibilità delle risorse economiche, oppure se lo stesso fondo risulta incapiente. È logico ritenere che solo dopo essere venuti a conoscenza di quanto sopra richiesto, la direzione AV5 possa presentare proposta di Accordo/budget da contrattare e una volta sottoscritto, il CCI economico predisporre un Organigramma come previsto dal regolamento Asur relativo ad incarichi di funzione. La costituzione definitiva del fondo “Condizioni di lavoro e incarichi” (e successiva contrattazione), comprensivo anche delle risorse messe a disposizione dal nuovo CCNL del comparto in fase di definitiva sottoscrizione, al fine di avere piena certezza delle risorse disponibili sul fondo, che come è noto, ribadiamo essere inferiore di circa 1000 euro pro-capite. Contestazione della determina 1.178 e 1.179 dell’Area Vasta 5 del 13 ottobre 2022, l’istituzione dei nuovi incarichi di funzione avvenga secondo le norme che saranno previste dal nuovo CCNL del comparto per anni 2019-2021, in fase di definitiva sottoscrizione, il riconoscimento dei tempi di vestizione Covid (40 minuti a turno), come da delibera Regionale Marche 1522/2020, il riconoscimento dei tempi di vestizione, dei relativi arretrati, dalla sottoscrizione del CCNL del 21 maggio 2018, il riconoscimento dell'indennità di malattie infettive, ormai fermo ad aprile 2022 (7 mesi di arretrati), ai lavoratori che operano nei Pronto Soccorso e nei reparti Covid, la premialità Covid 2020, esatto rendicontazione Fondi dedicati, e residui certi per remunerare in gran parte lavoratori sanitari che hanno svolto il proprio servizio nei reparti colpiti dal virus, e il resto nei restanti reparti e servizi sanitari, la Progressione Economica Orizzontale 2022 ed inizio contrattazione, stabilendo criteri oggettivi ed equi, in modo da poter ricomprendere coloro che non hanno ottenuto la PEO nel 2019 e nel 2021, il riconoscimento del pagamento dei festivi infrasettimanali, negato da anni e diverse sentenze, delle scriventi organizzazioni sindacali, che hanno sancito l'illegittimità di tale comportamento, il riconoscimento del pagamento di tutte le ore di straordinario (ancora insolute), l’aumento delle indennità varie (notturna, pronta disponibilità e festiva come previsto dal CCNL, e da attuare in contrattazione decentrata, le stabilizzazioni del personale per il superamento del precariato, in aderenza al piano Asur previsto con determina "DG_ASUR 451" del 27 giugno 2022, la stabilizzazione del personale precario in riferimento alla normativa Covid con continuità lavorativa comprendente 18 mesi effettivi entro il giugno 2022, la revisione del fabbisogno 2023 per un piano occupazionale straordinario per assunzioni stabili da graduatorie idonei concorsi, sia per infermieri che per le OSS, andando a coprire le gravi carenze di organico e riaprire i reparti chiusi e quello di malattie infettive, il diritto mensa e/o buono pasto sostitutivo, lo smaltimento delle ferie arretrate pari a circa tre anni al personale a tempo indeterminato e determinato, il mancato godimento delle festività soppresse 2022, l’ccconto produttività del 2021, lo sblocco della mobilità interna (bloccata nel 2020), il ripristino della legalità ed il rispetto dei diritti sanciti dalla normativa vigente, rispetto alla copertura dei turni di servizio, al riposo giornaliero e settimanale ed alle procedure non congrue relative alla copertura dei turni, i richiami in servizio e l’utilizzo dei social media per comunicazioni di servizio, preposti dal datore di lavoro, la Trasparenza degli atti che ricadono nella retribuzione dei lavoratori, come ad esempio prestazioni aggiuntive Covid e verifica del rispetto della normativa, il rinnovo dei precari in scadenza al 31 dicembre 2022. A parere delle medesime organizzazioni sindacali, la situazione ha superato ampiamente i limiti della tollerabilità traducendosi in pesanti criticità per tutti i lavoratori. Per quanto sopra esposto, le sottoscritte dichiarano lo stato di agitazione e, trascorsi i termini previsti dalla legge per eventuali procedure di raffreddamento e conciliazione, metteranno in atto ogni legittima forma di protesta fino ad individuare e comunicare le date e le modalità di eventuali scioperi>>.

NurSind e USB Rsu Area Vasta 5
Ascoli Piceno

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