Grazie anche all’impegno profuso da tutto il sistema Cna, che ha spinto per una regolamentazione chiara e incisiva, questi termini porteranno finalmente con sé le competenze, il lavoro e l’orgoglio di essere artigiani, un concetto che va oltre ogni slogan e definisce migliaia di imprenditori che, nel Piceno e in tutta Italia, tengono alte la qualità e l’identità alla base del nostro saper fare



Redazione

CNA
A partire da martedì 7 aprile, il termine “artigianale” si è riappropriato del suo significato autentico, svincolandosi da etichette troppo spesso utilizzate con leggerezza e superficialità.

È entrata ufficialmente in vigore la norma introdotta dalla legge annuale per le Pmi, che mette ordine nell’utilizzo del riferimento all’artigianato nella pubblicità di prodotti e servizi. Si tratta di un cambiamento atteso e necessario, che riserva l’utilizzo delle denominazioni “artigianato” e “artigianale” alle imprese artigiane iscritte all’albo, che producono o realizzano direttamente beni e servizi qualificati come artigianali. Per chi userà impropriamente questi richiami sono previste sanzioni pesanti, fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro.

Grazie anche all’impegno profuso da tutto il sistema Cna, che ha spinto per una regolamentazione chiara e incisiva, questi termini porteranno finalmente con sé le competenze, il lavoro e l’orgoglio di essere artigiani, un concetto che va oltre ogni slogan e definisce migliaia di imprenditori che, nel Piceno e in tutta Italia, tengono alte la qualità e l’identità alla base del nostro saper fare.

Nella nostra provincia, in particolare, secondo i dati elaborati dall’ultimo rapporto Ebam e aggiornati al 31 dicembre 2025, sono registrate 4.935 imprese artigiane sulle 38.263 presenti in tutte le Marche, con un tasso di crescita purtroppo in negativo (-0,54%) nell’ultimo anno, a fronte di 308 iscrizioni e 335 cessazioni. Le quasi 5.000 aziende artigiane del Piceno costituiscono il 26,3% delle 18.746 imprese attive nel Piceno al 31 dicembre 2025.

Oltre a tutelare l’identità artigiana e i prodotti fatti davvero a mano, la nuova norma contribuirà anche a promuovere scelte più consapevoli e informate da parte dei consumatori, spesso vittime sacrificali della concorrenza sleale praticata da imprese non artigiane. Da oggi, dunque, meno etichette creative e più mani che lavorano davvero.

«Siamo molto soddisfatti per questa novità normativa, un traguardo fondamentale per l’artigianato, che nel Piceno costituisce un vero e proprio patrimonio identitario oltre che economico - commentano la presidente Arianna Trillini e il direttore Francesco Balloni -. Sarà fondamentale garantire controlli capillari da parte delle autorità competenti, tutelando così artigiani e consumatori».

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