L'intervista a Vittorio Alfieri della Tecnocasa di Ascoli



Redazione

ASCOLI PICENO
Oggi, sabato 22 marzo, la casa circondariale ascolana di Marino del Tronto ha ospitato un'emozionante torneo di calcetto, un evento che ha unito sport e solidarietà in un contesto unico. I risultati delle partite di oggi hanno visto sfidarsi diverse squadre, tra cui i detenuti e le rappresentative di alcune aziende locali.

I risultati delle partite sono stati i seguenti:
- Detenuti B vs Tecnocasa (1-6);
- Detenuti A vs Retal Plastec (1-2, dopo calci di rigore);
- Ykk vs Sport imprese picene (4-1).

La classifica tecnica attuale vede in testa le squadre Detenuti A e Tecnocasa (entrambe con 15 punti), seguite da Ykk (12), Retal Plastec (9), Detenuti B (3), e Sport imprese picene (0).

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Vittorio Alfieri, titolare della Tecnocasa di Ascoli, che ha iscritto la sua squadra al torneo. Vittorio ha condiviso con noi il suo entusiasmo per l'iniziativa: <<Abbiamo aderito con grande entusiasmo al torneo "Il mio campo libero", perché rappresenta un'occasione unica per unire il mondo dello sport e della solidarietà. Coinvolgere i detenuti in una partita di calcetto non solo promuove l'inclusione sociale, ma contribuisce anche al loro processo di rieducazione>>.

Alfieri ha anche descritto l'atmosfera all'interno della struttura penitenziaria: <<C'è un forte contrasto tra la realtà difficile dei detenuti e la speranza che lo sport può portare. Abbiamo visto la partecipazione e l'entusiasmo dei detenuti, che, nonostante le difficoltà quotidiane, si sono mostrati molto motivati e aperti a questa opportunità di interazione. È un momento di condivisione che offre loro un po' di svago, ma anche la possibilità di sentirsi parte di qualcosa>>. Infine, ha voluto lanciare un messaggio importante: <<La solidarietà non è solo un gesto di generosità, ma un vero e proprio investimento nella crescita collettiva. Sostenere iniziative come queste significa credere nella possibilità di un cambiamento positivo per tutti, inclusi coloro che si trovano in situazioni difficili. Lo sport, in particolare, è un linguaggio universale che può unire le persone al di là delle loro storie e dei loro errori>>.

Questo torneo di calcetto non è solo una competizione sportiva, ma un'opportunità per costruire ponti e promuovere un cambiamento significativo nella vita dei detenuti. Un'iniziativa che dimostra come lo sport possa essere un potente strumento di inclusione e rieducazione.

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