Grande interesse al centro Pacetti di Centobuchi, per l’incontro dedicato al rapporto tra New Age e fede cristiana. La professoressa Giancarla Perotti ha illustrato le principali differenze tra la visione cattolica e le correnti spirituali New Age, affrontando temi come reincarnazione, karma, concezione di Dio e influenze orientali e gnostiche



Redazione

MONTEPRANDONE
Una serata di approfondimento culturale e religioso che ha richiamato numerosi partecipanti quella di venerdì 15 maggio, presso il centro Pacetti di Centobuchi, a Monteprandone, dove si è tenuta la conferenza “La New Age e la fede cattolica”. L’iniziativa è stata organizzata con il patrocinio del comune di Monteprandone da Auser Insieme Monteprandone Aps, Monteprandone Borgo a Colori, e dall’associazione “I Borghi più belli d’Italia”.

Ospite e relatrice dell’incontro è stata la professoressa Giancarla Perotti (docente della facoltà Teologica “Redemptori Mater” di Ancona), oltre che fondatrice e consigliere del Gris nazionale. L’appuntamento, iniziato alle ore 21, si è concluso ben oltre l’orario previsto, proseguendo fino alle ore 23.45, grazie all’interesse dimostrato dal pubblico presente.
Nel corso della serata, la docente ha analizzato alcuni aspetti centrali della spiritualità New Age confrontandoli con l’insegnamento biblico e con la tradizione cattolica. 
Tra gli argomenti affrontati: la concezione di Dio, la figura di Gesù Cristo, il significato della verità, il tema della salvezza, fino alle teorie della reincarnazione e del karma.
Secondo la relatrice, il pensiero New Age presenta elementi incompatibili con la dottrina cristiana, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Dio e uomo. In particolare, è stata evidenziata la differenza tra la visione cristiana di un Dio creatore e personale e quella New Age, che tende invece a identificare il divino con l’universo e con la natura stessa.

La conferenza ha inoltre ripercorso le origini culturali e religiose del fenomeno, che - secondo quanto spiegato dalla Perotti - affonderebbe le proprie radici nell’induismo, nel buddismo, nell’occultismo e nello gnosticismo antico, reinterpretati oggi attraverso linguaggi e sensibilità moderne.
Durante il suo intervento, la docente ha sottolineato come il New Age proponga una spiritualità basata sull’idea che l’uomo possa riscoprire una natura divina già presente in sé. Una concezione che, secondo la visione cattolica illustrata nel corso dell’incontro, si discosta profondamente dal messaggio evangelico.
Ampio spazio è stato riservato anche al dialogo con i presenti, che hanno partecipato con domande e riflessioni su un tema sempre più diffuso nella cultura contemporanea attraverso pubblicazioni, corsi, pratiche spirituali e contenuti online.

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