Ricoprendo il ruolo di ambasciatore nel mondo per il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, quella di Peluzzi (nativo di Nerito di Crognaleto, in provincia di Teramo) è una figura nota nel panorama della tutela ambientale, con un profilo che unisce attività sul campo, ricerca, formazione e promozione internazionale dei territori montani



Redazione

GRAN SASSO
Tra i nomi possibili che emergono nel dibattito sul futuro del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga figura quello di Davide Peluzzi, guida ambientale escursionistica, esploratore e alpinista di riconosciuta esperienza e presidente di Explora Guide, un’associazione senza fini di lucro, con sede ad Ascoli, che si propone di promuovere e tutelare l’attività delle Guide ambientali escursionistiche (Gae). Ricoprendo il ruolo di ambasciatore nel mondo per il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, quella di Peluzzi (nativo di Nerito di Crognaleto, in provincia di Teramo) è una figura nota nel panorama della tutela ambientale, con un profilo che unisce attività sul campo, ricerca, formazione e promozione internazionale dei territori montani. 

Peluzzi nella sua proposta di candidatura a presidente, delinea una visione articolata e di lungo periodo per il futuro dell’Ente Parco. 
Tra i punti centrali figura l’idea di rafforzare l’identità attraverso l’integrazione dei Monti Gemelli nella denominazione, rendendolo più riconoscibile come ecosistema unitario e come progetto interregionale condiviso. Una prospettiva sistemica che guarda al “Parco nazionale Gran Sasso Laga Gemelli” come a un unico grande ecosistema connesso. Un altro asse fondamentale riguarda il ruolo del Parco, che nella visione dovrebbe evolvere da semplice soggetto regolatore a attore economico strategico, capace di generare sviluppo sostenibile, occupazione qualificata e innovazione territoriale. In questa direzione, propone l’avvio di un patto formale tra l’Ente Parco e i Comuni dell’area protetta, fondato su obiettivi condivisi, corresponsabilità e programmazione coordinata delle politiche territoriali. Tra le azioni centrali vi è inoltre la definizione di un Piano di sviluppo economico sostenibile, da affiancare al tradizionale di natura ambientale. Un documento operativo in grado di individuare filiere strategiche - dall’agropastorale alla gestione forestale, dal turismo lento all’artigianato locale - e di selezionare aree pilota per sperimentazioni economiche compatibili con la tutela ambientale. Particolare attenzione è riservata al turismo, immaginato come lento, internazionale e di qualità, gestito attraverso una rete strutturata di cammini, ciclovie, rifugi e borghi, capace di distribuire i flussi e ridurre la pressione su singoli siti. 

Una visione che mira a coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e apertura internazionale, ripensando il Parco come infrastruttura territoriale viva e attiva. Augurando un buon lavoro, Peluzzi si dice pronto per essere il “presidente di tutti con gli scarponi”. 

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